TOMOGRAFIA ELETTRICA 3D

Si tratta di una moderna metodologia di indagine geofisica nata per esplorare al di sotto degli edifici e per individuare quindi le cause dei cedimenti o dei dissesti. Grazie al potenziamento degli algoritmi di calcolo, oggi è possibile generare modelli tridimensionali su grandi territori e senza limiti di profondità. In questo modo è possibile identificare il sito dove scavare un pozzo o la zona di alimentazione di una sorgente. E' possibile identificare perdite da recipienti interrati o laghi o argini, studiare interi corpi di frana, valutare l'estensione del cuneo di intrusione salina, eseguire ricerche minerarie o di cavità sotterranee e mapparne in 3D il loro sviluppo.

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L'indagine si basa su un gran numero di dati (almeno 11000 dati ad acquisizione) e viene eseguita immettendo nel sottosuolo corrente elettrica ad alta tensione utilizzando almeno 72 elettrodi che vengono infissi nel terreno per formare in superficie poligoni chiusi che "avvolgendo" l'intera area da investigare costringono le linee di forza del campo elettrico generato a disporsi nel sottosuolo in modo tale da ottenere dati geoelettrici tridimensionali su tutto il volume di sottosuolo da investigare. Il risultato ottenuto è quindi un modello geoelettrico tridimensionale del sottosuolo basato su decine di migliaia di dati acquisiti con stendimenti non convenzionali ovvero creati di volta in volta a seconda degli scopi dell'indagine. Il parametro utilizzato per caratterizzare il sottosuolo è sia la sua resistività elettrica che la sua caricabilità elettrica (IP).

Il risultato è ben diverso da quello che si otterrebbe dalla semplice correlazione di profili 2D.    


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TOMOGRAFIA ELETTRICA 3D IN FORO

La stessa indagine geoelettrica 3D può essere ottenuta in foro ovvero catene di elettrodi opportunamente costruiti vengono installati in perforazioni opportunamente disposte in pianta. Gli elettrodi vengono connessi al georesistivimetro multicanale che opportunamente programmato acquisisce dati geoelettrici con configurazioni tridimensionali in grado di fornire dati per elaborare un modello geoelettrico 3D di estremo dettaglio utile per scopi geotecnici per correlare i risultati dei sondaggi meccanici o per localizzare variazioni laterali o cavità sotterranee non intercettate dalle perforazioni.

I costi per la posa in opera degli elettrodi possono essere irrisori se gli elettrodi vengono installati contestualmente alla posa in opera di altra strumentazione geotecnica (piezometri, inclinometri in PVC, ...).

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TOMOGRAFIA ELETTRICA 2D

Si tratta di una metodologia d'indagine geoelettrica molto più semplice da eseguire in quanto gli elettrodi vengono disposti esclusivamente lungo allineamenti rettilinei e viene ancora utilizzata in quelle situazioni dove si è certi che l'assetto geologico vari esclusivamente lungo la direzione dello stendimento e che non ci siano variazioni nell'intorno dello stendimento. Il risultato è un profilo geoelettrico 2D ovvero una sezione geoelettrica verticale utile per esempio per correlare due sondaggi geognostici o per studi stratigrafici.